Dicono di Noi

Rassegna Stampa di Overland Onlus

Messina, la storia di Grazia: l’incubo e la forza di rinascere

Le vicissitudini di una giovane donna, mamma di due bimbe, che ha conosciuto la povertà, il carcere, poi il riscatto. Ancora una volta il recupero reso possibile dall’opera di sostegno di “Overland”

link all'articolo di Claudia Benassai 

Sin da bambina ha conosciuto il lato più duro della vita respirando povertà mista al degrado e la litania di chi ripeteva stancamente che “tanto sarà sempre così”

Grazia, nome di fantasia, ha vissuto sempre al limite tra difficoltà e speranza. «Sono nata nella periferia di Messina – racconta – in un contesto familiare degradato e soprattutto in una realtà spesso invisibile e che riemerge per le occasionali storie di cronaca». A diciassette anni, quando doveva dare forma ai sogni, la sua vita cambiò drasticamente. Rimase incinta e per coprire la situazione fu costretta a fare la classica “fuitina” con il suo compagno.

Messina, come si passa dall’errore alla rivalsa. Mimì entrerà in carcere... in altro modo

26 anni, è finito sulla cattiva strada e dopo una condanna ha un obiettivo. «Voglio diventare educatore in un istituto penitenziario minorile»

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Mi piacerebbe diventare un educatore in un istituto penitenziario minorile e poter combattere per le pari opportunità. Quelle che ragazzi come me non hanno avuto». Siamo al Cep nella periferia di Messina, una zona tristemente nota per la sua elevata criminalità e per il riscatto che grida spesso silenziosamente il quartiere. Qui è cresciuto il ventiseienne Mimì, nome di fantasia, un giovane che sta voltando pagina.

Messina, il tunnel di Marcella:
“Così ho sconfitto il demone del gioco”

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La famiglia era in frantumi. Il marito, distrutto e umiliato, tentò di aiutarla, ma io ero ormai troppo lontana per ascoltarlo. La vergogna e il senso di colpa mi consumavano, ma la dipendenza era più forte.

La mia storia ha avuto un impatto significativo all'interno della comunità di Overland Onlus. Molti, come me, lottavano in silenzio. Abbiamo organizzato piccoli gruppi di discussione e incontri con le scuole, le famiglie e varie altri gruppi esterni per condividere le nostre esperienze e sensibilizzare sugli effetti devastanti delle varie dipendenze.

Messina ancora una storia di “redenzione”

Quella di Marco (nome di fantasia) che, dall’inferno della tossicodipendenza, ora è un uomo e un padre rinato

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«Tra qualche anno terminerò la pena che mi è rimasta e ho già in mente di avviare un'attività: una coltivazione di fragoline». Questa nuova impresa rappresenta non solo una speranza di rinascita economica, ma anche simbolica, coltivando il futuro con la stessa cura che dedico alla mia famiglia ». Da tossicodipendente a padre redento il passo è stato tortuoso e possibile grazie all'associazione  "Overland".  E  doppie storie  si intrecciano.  Un  uomo e le sue pene e una giovane messinese che ha dato voce alla sua anima turbolenta nella sua tesi di laurea. Ma procediamo per gradi.

VIDEO| L’Albero di Falcone piantato al rifugio Sant’Eustochia di Overland: “Simbolo del nostro impegno quotidiano”

link all'articolo di Eduardo Abramo per Tele90 | 25 Maggio 2024

In occasione del giorno del ricordo della strage di Capaci al rifugio di Larderia è stata collocata la pianta ricavata dalle gemme dell’albero di Falcone. Solenne e toccante cerimonia per ricordare chi ha dato la vita per la lotta alla mafia. Dibattito con i rappresentanti delle Forze dell’Ordine e gli operatori della Giustizia. Riconosciuto e valorizzato il grande impegno del terzo settore.